La Storia

2015

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La storia di Panicaglia


Nata attorno all'anno 1300, nei pressi di un accampamento romano di cui ci rimane solo un tratto di strada, e con il nome in volgare di Panichaglia, è stata lungamente al servizio della parrocchia di San Giovanni Maggiore, la principale e più importante chiesa Mugellana all'inizio del secondo millennio.
Poche le case (nel 1500 se ne contavano appena cinque, oltre a diverse cappelle) sparse per le campagne e in prossimità dei diversi fossi e corsi d'acqua; le strade principali erano via Aiuccia, una delle più vecchie del paese e via del Cantone, che a quei tempi prendeva il nome di Malcantone, come si può vedere nella mappa del 1500 trovata all'archivio di stato di Firenze e che trovate raffigurata qui accanto.
Solo alla fine del 1800, con l'arrivo della ferrovia, fu costruita quella che è tuttora la principale strada di comunicazione: via Faentina, strada che parte da Firenze e arriva sino a Faenza.

Nel 1919 il paese é stato seriamente danneggiato da un violento terremoto che ha causato la morte di circa novanta persone nell'intero Mugello.
Questo vecchio portone che vedete nella foto a destra in basso, oggigiorno non c'è più, vittima di quel brutto momento.
In paese é rimasto un solo negozio di alimentari e tabacchi dei due che erano presenti fino a circa quindici anni fa.
Nel 2007 è stato inaugurato un nuovo bar, successivamente trasformato in pizzeria, in una zona centrale del paese, vicino piazza Campobello, vicino al circolo di paese, all'ufficio postale e alla scuola materna, con quest’ultima che è stata appena riaperta dopo il restauro dovuto a deficit strutturali antisismici.
E' rimasta attiva una sola fabbrica, che fa filatura metallica, alla periferia meridionale del paese.
L’ADSL è arrivato anche qui da noi, ma solo quello minimo dato che la frazione è inclusa nel  progetto AntiDigitalDivide.


La seconda guerra mondiale


Anche il secondo conflitto mondiale ha lasciato i suoi brutti ricordi, con numerose case danneggiate dai bombardamenti degli alleati che miravano alla linea ferroviaria che passava vicinissimo al paese. Non tutte le bombe sganciate esplosero e infatti a ricordo di questi bombardamenti é stata ritrovata inesplosa, nel 1998, una bomba d'aereo.
Dopo una smobilitazione generale con abbandono del paese la bomba é stata fatta brillare nella vallata sottostante la chiesa di San Giovanni Maggiore.


La meridiana


Nel centro del paese, precisamente in piazza Campobello, é stata recentemente (2001) costruita una meridiana grazie ai generosi contributi dell'alta velocità: si é parlato di una cifra vicina ai 215 milioni delle vecchie lire.
Nelle intenzioni dei datori del lavoro la meridiana avrebbe dovuto essere un richiamo per le scolaresche, ma ad oggi, a parte il giorno dell’inaugurazione, di scolari se ne sono visti pochi, per non dire nessuno.


Il Galateo


Molti non sanno che vicino a Panicaglia, in località Mucciano, due chilometri ad est in linea d'aria, c'è una bella villa dove ha vissuto monsignor Giovanni della Casa, il noto scrittore del "Galateo", l'opera delle buone maniere.


Il brutto


L’aria è buona, il verde abbonda, ma non é ovviamente tutto oro quel che luccica: vicino al paese, in località Vigiano, c’é una discarica, gestita prima dal comune di Borgo San Lorenzo e successivamente dalla società Publiambiente, e di cui é previsto il raddoppio volumetrico in termine di pochi anni. Questo potrebbe portare, come purtroppo é già successo in un recente passato, a casi di fuoriuscita di particolato, e  conseguente intossicazione delle popolazioni indigene.


L'acqua


Nel corso dell'anno 2000, e fino a metà del 2003, il paese ha attraversato un periodo di grave carenza idrica, dovuta ai danni provocati dagli scavi dell’alta velocità nel Mugello.

E’ stato scavato un tunnel per il passaggio dei treni ad alta velocità (TAV) a quota molto bassa che ha intercettato le falde acquifere degli Appennini, falde che si sono prosciugate in breve tempo, lasciando a secco numerose sorgenti, tra cui quelle che approvvigionavano i depositi di Panicaglia.
Non essendo stato previsto un piano d’emergenza, l'acqua veniva portata al deposito sito in località Salto per mezzo di autobotti ma, spesso e volentieri risultava insufficiente al fabbisogno del paese, anche per le costanti perdite delle tubazioni.
Tutto ciò a portato all'esasperazione la gente di Panicaglia e anche delle vicine frazioni di Luco di Mugello e Grezzano, che si sono riunite in comitati per contrastare questo scempio ambientale.
Anche le organizzazioni ambientaliste come il WWF e legambiente Mugello si sono da tempo mosse nei confronti della TAV, e del CAVET, responsabili di aver trasformato l'Appennino toscano-romagnolo in un groviera.


La frana


Una storia recente, ripresa dai media locali, nazionali e persino da Papa Francesco: complici le insistenti piogge, la sera del 31 gennaio 2014 iniziano le prime avvisaglie di quello smottamento che terrà con il fiato sospeso tutto il paese: una crepa nel terreno si rende visibile su un lato di via del Cantone.

Panicaglia è un bassopiano delimitato ad est dal fiume Ensa ed ad ovest dal torrente Le Cale, ed è proprio su quest'ultimo lato, lambito da via del Cantone, che inizia il movimento franoso che porterà all'evacuazione della zona: quattrocento metri di estensione, un milione di tonnellate di terreno reso fradicio da pioggia e infiltrazioni scivola lentamente ma inesorabilmente a valle, portandosi dietro nel giro di un paio di giorni un' abitazione e danneggiandone un'altro paio.

Anche Panicaglia conoscerà una zona rossa con divieto assoluto di accesso alle persone non autorizzate: solo ai proprietari delle abitazioni ed a poche altre persone è stato reso possibile entrare nelle proprie case, scortate all'interno dai vigili del fuoco, per ritirare tutto il recuperabile.

Impressionanti le fotografie, testimonianza della calamità.

Per chi volesse contribuire alla causa ‘AIUTA PANICAGLIA, PER LA MESSA IN SICUREZZA E RIPRISTINO DEL FRONTE DELLA FRANA’, riportiamo di seguito il codice IBAN:

IT50 M033 5901 6001 0000 0100 428

Per informazioni e adesioni telefonare a:

Alessandro Lanini 347 5848885
Silvia Paoli 338 2879754
Alvaro Goti 320 8298990


Link relativi alla frana:


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La Nazione


Le strade non accatastate


Legata anche alla vicenda della frana solo nel luglio 2014 via del Cantone ottiene la delibera a strada comunale, mentre tutte le altre strade vicinali non risultano ancora accatastate.
Questo si evince da una relazione tecnica commissionata nel 2008 allo studio tecnico Lelmi, documento presente sul sito del comune  di Borgo San Lorenzo (clicca qui)

Mappa di Panichaglia del 1500

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Vecchio portone (via del Cantone)

E’ andato distrutto con il terremoto del 1919

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Ultimo aggiornamento  sabato 10 gennaio 2015

Resti di strada romana

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Abitazione squarciata dalla frana del febbraio 2014
Cliccate per vedere la fotogalleryFotografie_di_Panicaglia_e_dintorni/Pagine/Frana_al_Cantone.html
Il fronte franoso sul pendio ovest di Panicaglia  misura circa 400 metri, diverse le abitazioni interessateFotografie_di_Panicaglia_e_dintorni/Pagine/Frana_al_Cantone.html