La Storia

2012

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La storia di Panicaglia


Nata attorno all'anno 1300, nei pressi di un accampamento romano di cui ci rimane solo un tratto di strada, e con il nome in volgare di Panichaglia, è stata lungamente al servizio della parrocchia di San Giovanni Maggiore, la principale e più importante chiesa Mugellana all'inizio del secondo millennio.
Poche le case (nel 1500 se ne contavano appena cinque, oltre a diverse cappelle) sparse per le campagne e in prossimità dei diversi fossi e corsi d'acqua; le strade principali erano via Aiuccia, una delle più vecchie del paese e via del Cantone, che a quei tempi prendeva il nome di Malcantone, come si può vedere nella mappa del 1500 trovata all'archivio di stato di Firenze e che trovate raffigurata qui accanto.
Solo alla fine del 1800, con l'arrivo della ferrovia, fu costruita quella che è tuttora la principale strada di comunicazione: via Faentina, strada che parte da Firenze e arriva sino a Faenza.

Nel 1919 il paese é stato seriamente danneggiato da un violento terremoto che ha causato la morte di circa novanta persone nell'intero Mugello.
Questo vecchio portone che vedete nella foto a destra in basso, oggigiorno non c'è più, vittima di quel brutto momento.
In paese é rimasto un solo negozio di alimentari e tabacchi dei due che erano presenti fino a circa quindici anni fa.
Nel 2007 è stato inaugurato un nuovo bar, in una zona centrale del paese, vicino piazza Campobello, vicino al circolo di paese, all'ufficio postale e alla scuola materna, con quest’ultima che è stata appena riaperta dopo il restauro dovuto a deficit strutturali antisismici.
E' rimasta attiva una sola fabbrica, che fa filatura metallica, alla periferia meridionale del paese.
L’ADSL è arrivato anche qui da noi, ma solo quello minimo dato che la frazione è inclusa nel  progetto AntiDigitalDivide.


La seconda guerra mondiale


Anche il secondo conflitto mondiale ha lasciato i suoi brutti ricordi, con numerose case danneggiate dai bombardamenti degli alleati che miravano alla linea ferroviaria che passava vicinissimo al paese. Non tutte le bombe sganciate esplosero e infatti a ricordo di questi bombardamenti é stata ritrovata inesplosa, nel 1998, una bomba d'aereo.
Dopo una smobilitazione generale con abbandono del paese la bomba é stata fatta brillare nella vallata sottostante la chiesa di San Giovanni Maggiore.


La meridiana


Nel centro del paese, precisamente in piazza Campobello, é stata recentemente (2001) costruita una meridiana grazie ai generosi contributi dell'alta velocità: si é parlato di una cifra vicina ai 215 milioni delle vecchie lire.
Nelle intenzioni dei datori del lavoro la meridiana avrebbe dovuto essere un richiamo per le scolaresche, ma ad oggi, a parte il giorno dell’inaugurazione, di scolari se ne sono visti pochi, per non dire nessuno.


Il Galateo


Molti non sanno che vicino a Panicaglia, in località Mucciano, due chilometri ad est in linea d'aria, c'è una bella villa dove ha vissuto monsignor Giovanni della Casa, il noto scrittore del "Galateo", l'opera delle buone maniere.


Il brutto


L’aria è buona, il verde abbonda, ma non é ovviamente tutto oro quel che luccica: vicino al paese, in località Vigiano, c’é una discarica, gestita prima dal comune di Borgo San Lorenzo e successivamente dalla società Publiambiente, e di cui é previsto il raddoppio volumetrico in termine di pochi anni. Questo potrebbe portare, come purtroppo é già successo in un recente passato, a casi di fuoriuscita di particolato, e  conseguente intossicazione delle popolazioni indigene.


L'acqua


Nel corso dell'anno 2000, e fino a metà del 2003, il paese ha attraversato un periodo di grave carenza idrica, dovuta ai danni provocati dagli scavi dell’alta velocità nel Mugello.

E’ stato scavato un tunnel per il passaggio dei treni ad alta velocità (TAV) a quota molto bassa che ha intercettato le falde acquifere degli Appennini, falde che si sono prosciugate in breve tempo, lasciando a secco numerose sorgenti, tra cui quelle che approvvigionavano i depositi di Panicaglia.
Non essendo stato previsto un piano d’emergenza, l'acqua veniva portata al deposito sito in località Salto per mezzo di autobotti ma, spesso e volentieri risultava insufficiente al fabbisogno del paese, anche per le costanti perdite delle tubazioni.
Tutto ciò a portato all'esasperazione la gente di Panicaglia e anche delle vicine frazioni di Luco di Mugello e Grezzano, che si sono riunite in comitati per contrastare questo scempio ambientale.
Anche le organizzazioni ambientaliste come il WWF e legambiente Mugello si sono da tempo mosse nei confronti della TAV, e del CAVET, responsabili di aver trasformato l'Appennino toscano-romagnolo in un groviera.

Mappa di Panichaglia del 1500

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Vecchio portone (via del Cantone)

E’ andato distrutto con il terremoto del 1919

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Ultimo aggiornamento  lunedì 20 febbraio 2012

Resti di strada romana

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